L’ansia sociale può essere definita come una sindrome cognitivo-affettiva caratterizzata da apprensione o intensa paura che si manifesta in situazioni sociali in cui si è sottoposti allo sguardo e alla valutazione degli altri. L’ansia sociale può strutturarsi in diversi modi, ovvero come una condizione non clinica, come nel caso della timidezza, oppure configurarsi come un vero e proprio quadro psicopatologico come nel caso del Disturbo d’Ansia Sociale, già conosciuto come Fobia Sociale, o del Disturbo Evitante di Personalità. L’ansia sociale, sebbene possa essere considerata come una comune esperienza umana, caratterizzata dal timore di essere valutati negativamente da parte degli altri nelle varie situazioni sociali, tuttavia quando tale condizione raggiunge un livello di gravità tale da compromettere il normale funzionamento sociale e relazionale, ci si può riferire ad essa come un vero e proprio disturbo. L’ansia sociale interferisce con la vita della persona in quanto, limitando i contatti sociali e relazionali, ne pregiudica la qualità e riduce la possibilità di raggiungere obiettivi importanti per la persona come sposarsi oppure fare carriera professionale. Nonostante l’ansia sociale rappresenti una delle problematiche psicologiche più diffuse, sembra non avere sempre quella giusta attenzione in termini di attività divulgativa. Questo è stato uno dei motivi principali che ha spinto un gruppo di persone con ansia sociale a chiedere l’istituzione di una giornata mondiale dedicata all’ansia sociale. Tale richiesta è stata avanzata a diverse associazioni di psicologi, italiane ed estere, con l’auspicio che la loro iniziativa potesse prendere forma attraverso l’organizzazione di eventi divulgativi di sensibilizzazione pubblica.

“Siamo un gruppo di persone che soffrono di ansia sociale (o fobia sociale) e abbiamo richiesto l’istituzione della Giornata Mondiale dell’Ansia Sociale, mediante email, ad associazioni nazionali di psicologi di vari paesi. Preferiremmo rimanere anonimi e per questo optiamo per la scelta di utilizzare dei nickname e non dei nomi veri. Siamo molto contenti che la nostra iniziativa sia stata presa in considerazione da un gruppo di psicologi italiani e sarà discussa in un congresso che si terrà il 24 aprile. Ci sono molte persone che magari non sanno che cosa significhi l’ansia sociale, nonostante sia un problema che tocca il 7% della popolazione mondiale. Confidiamo nell’impegno che i professionisti, con cui abbiamo interagito, si sono presi. Speriamo davvero che questo porti una maggiore consapevolezza da parte dell’opinione pubblica nei confronti di un tema di cui non si parla abbastanza. La nostra parte termina qui, lasciamo la palla nelle mani di voi professionisti del settore. Vi ringraziamo per il vostro impegno e per il vostro apprezzamento a questa iniziativa. Eventuali richieste, suggerimenti, contenuti, temi di cui parlare (ci viene in mente, in particolare, l’uso della realtà virtuale nella cura dell’ansia sociale), saranno eventualmente comunicati in maniera anonima ai professionisti che prenderanno parte al congresso. Vi ringraziamo per la vostra comprensione al nostro desiderio di anonimato. Questo è estremamente importante per noi”


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VIDEO – La mia bolla, superare l’ansia sociale a cura dell’AIDAS – Associazione Italiana Disturbi dell’Ansia Sociale